Aaron Sorkin ‘azzarda’ alla regia con “Molly’s Game”: un’opera che non delude il cinema americano mainstream

mollys-gameTratto dall’omonimo libro di Molly Bloom, il debutto da regista di Aaron Sorkin (sceneggiatore di film come Codice d’onore, The Social NetworkSteve Jobs) narra la vera storia di Molly (Jessica Chastain), una giovane e tenace sciatrice che dopo un grave incidente in pista si vede costretta ad abbandonare il sogno di diventare campionessa olimpica.

Suo padre Larry (Kevin Costner) è una figura autoritaria, concreta e dai valori forti, uno psicanalista che, dopo aver visto svanire la possibilità di una carriera sportiva, si aspetta che la figlia intraprenda un rigoroso percorso di studi, magari come medico. Il carattere di Larry poco si amalgama con lo spirito ribelle di Molly, una ragazza energica e fuori dagli schemi, una combattente con l’obiettivo di vincere, ma senza mai calpestare la sua integrità di donna e la sua propria etica personale. Continua a leggere

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“The Post” e il coraggio della verità: lo scandalo dei Pentagon Papers narrato da Steven Spielberg

The Post foto3L’ultima pellicola di Steven Spielberg è un’opera per certi aspetti ambivalente come la storia che tratta. “The Post” sta sì per “The Washington Post” (o più semplicemente il “Post”), ma anche per “corrispondenza”, “consegna”, “inviare”, “pubblicare”, tutte azioni su cui gira l’irrequieta, dilemmatica e travagliata vicenda dell’ultima grande storia diretta dal regista di E.T., Schindler’s List, Intelligenza artificiale.

Siamo nell’America del 1971, il Presidente è Richard Nixon che nel film non è altro che una voce e una figura di spalle e senza volto. Le poche volte che egli viene inquadrato la macchina da presa lo riprende esclusivamente di spalle e all’interno della Casa Bianca, ma mantenendo bene le distanze. Il punto di vista infatti si trova sempre all’esterno, non solo non si avvicina mai a Nixon ma nel mostrarlo la regia addirittura lo “imprigiona” attraverso l’espediente visivo delle griglie bianche sulle vetrate della Casa Bianca. Continua a leggere

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Musiche, suoni, immagini: il linguaggio dei moti interiori ne “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome foto 1Chiamami col tuo nome è un film sensibile, poetico, disarmante, da tanto in Italia non si vedeva un’opera d’autore di tale sensibilità, artistica ed umana, trattare temi così delicati seppur universali, come l’amore e la formazione, senza cadere in soluzioni retoriche, mantenendo anzi sempre un perfetto equilibrio nel pathos.

L’ultima pellicola di Luca Guadagnino parla il linguaggio delle emozioni e dei moti interiori, chiedendo di entrare sussurrando e in punta di piedi. È un’opera “pastorale” per dirla come Beethoven, dove la musica e tutto l’universo del sonoro, i canti degli uccelli, il soffio del vento che scuote i rami e le foglie, la pioggia, gli scricchiolii del legno, i rumori dei singoli oggetti insieme alle immagini, alle ombre, ai dettagli, alle rapide panoramiche, ai piani sequenza, ai raccordi sul suono esprimono sapientemente i moti d’animo di Elio ed Oliver. Continua a leggere

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Il ritratto di Winston Churchill e l’altra faccia della battaglia di Dunkerque ne “L’ora più buia” di Joe Wright

DARKEST HOURA distanza di pochi mesi da Dunkirk (Christopher Nolan), distribuito l’estate scorsa prima negli Stati Uniti (luglio 2017) poco dopo in Italia (agosto 2017), a gennaio 2018 arriva nelle sale italiane L’ora più buia diretto dal londinese Joe Wright.

Perché accostare queste due pellicole? Due registi inglesi raccontano lo stesso evento storico ma da due punti di vista complementari. È il 1940 e Adolf Hitler, nel suo delirio di onnipotenza, dopo l’invasione della Polonia prosegue il suo disegno di conquista dell’Europa invadendo la Francia e circondando l’esercito franco-britannico sulle spiagge di Boulogne, Calais e Dunkerque. Continua a leggere

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Il treno è il cinema: ancora un’unica location per Jaume Collet-Serra con “L’uomo sul treno”

L'uomo sul trenoC’è il treno, c’è il ricatto, una famiglia in pericolo, una scadenza e il tempo che stringe, una sostanziosa ricompensa in denaro, ma soprattutto un obiettivo da raggiungere: trovare una persona con una borsa contenente qualcosa che non deve esser lì. Per scoprire di chi si tratta Michael (Liam Neeson) ha solo un’altra informazione: lo sconosciuto passeggero ha un biglietto valido per la tratta fino alla fermata “Cold Spring”. Continua a leggere

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La classifica dei film dell’anno 2017

La mia classifica personale dei film dell’anno. Il 2017 è stato un anno ricco di pellicole sorprendenti anche se non sono mancate le delusioni. Nella mia personale classifica, integrata da voti e recensioni, i consigli sulle pellicole distribuite quest’anno nei cinema italiani che sono assolutamente da recuperare e le avvertenze su quelle da poter evitare. Continua a leggere

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I cult di Natale che piacciono agli italiani: non solo commedie…

Film cult NataleEra il 1946 quando nelle sale americane, e poi nel resto del mondo, veniva proiettato La vita è meravigliosa di Franck Capra, film drammatico divenuto cult che narra la storia di George Bailey (James Stewart), un uomo che, la sera della vigilia di Natale, ripensando alla sua “inutile” esistenza è sul punto di suicidarsi quando viene salvato da un angelo custode che gli metterà di fronte la sua vita facendolo riflettere sul suo valore di uomo. Continua a leggere

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“The Square” di Ruben Östlund inaugura un nuovo modo di fare cinema: tra metalinguaggio e arte contemporanea

The Square 4Analogamente a quanto accaduto nel 1941 con Citizen Kane (Quarto potere), film con cui un giovane cineasta americano di nome Orson Welles apriva le porte del cinema d’autore, inaugurando un nuovo modo di fare cinema (poi etichettato “cinema moderno”) così, nell’anno corrente, lo svedese Ruben Östlund, conquista la palma d’oro a Cannes 70 con un film-rivelazione: The Square. Continua a leggere

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RomaFF12: “Stronger” di David Gordon Green, più forte del terrore

STONGERStronger è l’ultimo film di David Gordon Green che racconta la storia vera di Jeff Bauman, magistralmente interpretato da Jake Gyllenhaal, un uomo comune la cui vicenda ha appassionato il mondo intero e lo ha reso simbolo di speranza dopo l’attentato del 2013 durante la maratona di Boston. Continua a leggere

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RomaFF12: Con “The Place” Paolo Genovese viene inghiottito dalla spirale della ripetizione

The PlaceA distanza di un anno dal suo ultimo film, il regista di Perfetti sconosciuti si cimenta ancora una volta in un film corale, anche se, rispetto al suo predecessore, The Place presenta un cast ancor più ampio. L’ultima pellicola di Paolo Genovese risulta stilisticamente legata al pluripremiato film di cui sopra, non solo dalle presenze nel cast di Valerio Mastandrea, Marco Giallini e Alba Rohrwacher, a cui ora si sono aggiunti Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Sabrina Ferilli, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Silvia D’Amico, Alessandro Borghi e Giulia Lazzarini. Anche The Place, ancor più di Perfetti sconosciuti, ha una sua location privilegiata, in questo caso proprio esclusiva. Alla casa e alla tavola di Perfetti sconosciuti ora Genovese sceglie un bar romano (in un incrocio di via Gallia) come luogo della sua realtà filmica. Continua a leggere

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