RomaFF13: “7 sconosciuti a El Royale” di Drew Goddard: voyeurismo, citazionismo e metacinema

7 sconosciuti a El Royale Drew Goddard film 20187 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard è il film d’apertura della Festa del Cinema di Roma 2018.

Si può dire che i veri protagonisti di 7 sconosciuti a El Royale siano il voyeurismo e la riflessione metacinematografica, la pellicola di Drew Goddard appare inoltre un chiaro omaggio al cinema di Quentin Tarantino, ripercorrendo tramite un estenuante citazionismo la filmografia tarantiniana dagli esordi fino all’ultimo The Hateful Eight.

Il El Royal è un albergo situato per metà in California e per metà in Nevada, con il confine che divide esattamente l’hotel in due parti opposte.

Il film si apre in un interno, una stanza d’albergo dove si vede un personaggio tirare le tende/sipario di una grande finestra rettangolare coprendo interamente la vista dal di fuori. Ma noi spettatori siamo all’interno, insieme al regista e alla macchina da presa fissa, immobile e con inquadratura frontale. Continua a leggere

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“A Star is Born”: film d’esordio di Bradley Cooper con Lady Gaga presentato a Venezia75

a star is born bradley cooper lady gaga palcoA Star is Born segna il debutto alla regia di Bradley Cooper che ha curato anche le musiche insieme a Lady Gaga e la sceneggiatura del remake dell’omonimo film di William A. Wellman.

Presentato all’ultimo Festival di Venezia dove è stato acclamato da pubblico e critica, A Star is Born mostra al suo spettatore sin da subito la stoffa di cui è fatto: musica, spettacolo, alcol, il travaglio e la tenacia dei due protagonisti Jack (Bradley Cooper) e Ally (Lady Gaga) che si conoscono in un locale notturno.

A Star is Born racconta la relazione intensa e melodrammatica di un cantautore ribelle, una sorta di poeta maledetto, alcolizzato e tossicodipendente fidanzato con una giovane ragazza che passa improvvisamente dai club al palcoscenico degli stadi. Continua a leggere

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“Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini: il film su Stefano Cucchi disponibile al cinema e su Netflix

sulla mia pelle film stefano cucchi alessandro borghi netflix cinemaSulla mia pelle è il film sugli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi, prodotto e distribuito da e su Netflix, presentato al 75esimo Festival di Venezia 2018 come apertura della sezione Orizzonti. Il film di Alessio Cremonini fa della transizione, del passaggio da una cella all’altra, da una struttura all’altra, il suo tema centrale.

Il punto di forza de Sulla mia pelle è il meccanismo circolare che sorregge l’intero film, come se tutto ruotasse intorno a un ingranaggio bloccato destinato a tornare sempre su se stesso, una pulsione opprimente che non (pre)vede vie d’uscita. Una metafora della burocrazia ma non solo. Continua a leggere

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Tra cinema e realtà: tutto il mondo è set dopo l’11 settembre

Cloverfield film cinema 11 settembre torri gemelleI ruoli si fondono, i confini si annullano, e così il lettore o consumatore di informazione può diventarne il primo produttore nell’epoca del 2.0. Basti pensare all’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers, usato spesso anche come data di riferimento per la fine di un’epoca della comunicazione e l’inizio di una nuova era informatica, dove le notizie viaggiano alla velocità di internet e tutti possono diventare produttori, giornalisti e cameramanContinua a leggere

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Gary Ross dirige “Ocean’s 8”: sequel e spin-off al femminile della trilogia del ‘colpo grosso’ di Steven Soderbergh

Oceans 8Un cast stellare per una commedia spumeggiante come il miglior champagne e brillante come il più prestigioso diamante di Cartier, o meglio, come la collana di diamanti, dal valore di 150 milioni di dollari, chiamata Jeanne Toussaint dalla nota maison francese che la conserva in un bunker isolato sotto diversi metri di cemento. È questo l’obiettivo del “colpo del secolo” che Debbie Ocean (Sandra Bullock), sorella del (forse) defunto truffatore Danny, sta progettando da 5 anni, 8 mesi e 12 giorni, tempo trascorso al fresco. Il colpo però non avverrà da Cartier ma al Met Gala di New York, dove l’attrice Daphne Kluger (Anne Hathaway) sarà al centro della scena e indosserà al collo Jeanne Toussaint. Continua a leggere

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Musiche eccezionali ne “Il sacrificio del cervo sacro” ma Lanthimos uccide la sua metafora con un eccesso di chiarezza

Il sacrificio del cervo sacro specchioUna lunga, insistente inquadratura di un cuore pulsante. È il prologo dell’ultima pellicola del regista greco Yorgos Lanthimos. Dopo la società distopica di The Lobster (2015) e a distanza di un anno dalla presentazione al Festival di Cannes, dove è concorso nella selezione ufficiale vincendo il premio per la miglior sceneggiatura, Il sacrificio del cervo sacro è giunto nelle sale italiane.

L’ultimo film di Lanthimos attinge dalla tragedia greca Ifigenia in Aulide di Euripide e va ad indagare il senso di colpa all’interno di una famiglia borghese. Steven (Colin Farrell) è un chirurgo che vive nell’agiatezza insieme con la moglie Anna (Nicole Kidman), anch’ella medico, e ai suoi due figli Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic). Continua a leggere

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“Beirut”, tra spionaggio e racconto di cronaca: l’ultimo film di Brad Anderson convince a metà

Beirut fotoSullo sfondo della guerra civile libanese si consuma la storia di un uomo diviso tra doveri e valori affettivi. Il difficile contesto del Medio Oriente, precisamente quello della capitale del Libano, Beirut, devastata dal 1975 al 1990 dalla guerra tra musulmani e cristiani, nonché dagli attacchi israeliani nel tentativo di stanare Yasser Arafat, non funge da mera scenografia al servizio di una storia, piuttosto si presenta come protagonista e cerimoniere degli avvenimenti qui sceneggiati da Tony Gilroy e diretti da Brad Anderson. Continua a leggere

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“Tito e gli alieni”: il viaggio nello Spazio, tra Napoli e il Nevada, come elaborazione della perdita

Tito1Paola Randi, regista di Tito e gli alieni, ha dichiarato che il film è nato da un’immagine scaturita da una sua esperienza personale: un giorno vide il padre (che stava perdendo la memoria) fissare un ritratto fotografico di sua moglie, la madre della regista venuta a mancare 10 anni prima. Da lì Paola Randi si è domandata: “Come si fa a trovare un antidoto al dolore di una perdita e ai problemi che ne conseguono?

Tutti si devono in un certo modo reinventare e nel farlo la regista (anche sceneggiatrice) ha avuto “l’immagine di un uomo sdraiato su un divano nel deserto con le cuffie in testa e un’antenna che cercava ossessivamente la voce di sua moglie fra i suoni dell’universo”. Continua a leggere

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“The Italian Warrior”: il sogno sportivo di Luca Bergers, primo ed unico pugile italiano di BKB

29066728_1624719487615993_7643493751817502720_oNessuna finzione. Nessun copione. Nessuna sceneggiatura.

The Italian Warrior è la fotografia nuda e cruda del Fighter riminese Luca Bergers, primo ed unico italiano ad aver avuto accesso al circuito di boxe più pericoloso al mondo: il BKB (boxe a mani nude).

Il docufilm si apre mostrando l’alba del litorale riminese dove Luca Bergers si sta allenando con la musica nelle orecchie. Dopo la suggestiva sequenza d’apertura, The Italian Warrior cambia totalmente registro e comincia a parlarci di sé tramite le dichiarazioni in camera dello stesso Luca. È evidente fin da subito l’occhio orientato all’estetica del regista e fotografo Joseph Nenci: la fotografia infatti è sublime e glaciale come gli occhi algidi di Luca, il mare e il cielo di Rimini, spesso anche l’abbigliamento indossato dal fighter (t-shirt azzurra, pantaloni grigi) contribuisce a donare omogeneità estetica alla pellicola. Continua a leggere

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La cultura rivoluzionaria di “Matti da slegare”: 4 registi insieme per la chiusura dei manicomi

Matti da slegare foto2È il 1975 quando i registi Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli realizzano il docufilm Matti da slegare, appena tre anni prima dell’approvazione della Legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia. Il film nasce proprio con l’intento di sostenere la lotta dello psichiatra Franco Basaglia per la chiusura di tutti i manicomi in Italia. Il documentario è un contributo all’impegno politico sociale nel pieno di un’epoca di lotte, rivolte e rivalse da parte dei poveri e delle classi meno abbienti che si stavano facendo strada dal 1968, tra cui la lotta per sconfiggere l’istituzione manicomiale, lo stigma e l’esclusione. Continua a leggere

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