“Detective per caso”: una divertente parodia del genere poliziesco, un film sociale e di formazione

Detective per caso film recensionePresentato alla Festa del Cinema di Roma 2018, Detective per caso, film diretto da Giorgio Romano, si apre alle prime luci dell’alba, sulla veduta dall’alto di una Roma ancora dormiente, per poi scaraventare lo spettatore a terra, per strada, nel bel mezzo di un inseguimento d’auto.

Una volante della polizia con dentro due agenti sta inseguendo una vettura con due criminali in fuga. Dalla prima sequenza rocambolesca si evince che il film è una parodia del genere poliziesco, i due agenti infatti sono a dir poco spaventati, dei veri e propri fifoni in preda al panico, in una recitazione forse fin troppo iperbolica. D’altra parte la regia si mostra dinamica e avvincente. Continua a leggere

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“Cocaine – La vera storia di White Boy Rick” di Yann Demange: il sogno infranto da una Detroit anni ’80

Cocaine la vera storia di White Boy Rick film matthew mccounagheyCon Cocaine – La vera storia di White Boy Rick Yann Demange porta sul grande schermo la vita travagliata di Richard Wershe Jr. (Richie Merritt), un quindicenne che vive in un quartiere malfamato di Detroit insieme al padre Richard Wershe Sr. (Mattew McConaughey) e alla sorella Dawn (Bel Powley).

Siamo nel 1984 e il film ci mostra un padre e un figlio trattare con un venditore di armi a una fiera, raggirarlo, fare un affare e rivendere illegalmente fucili, pistole, silenziatori e altro ad acquirenti tanto sfarzosi e spendaccioni quanto violenti e spregiudicati. Continua a leggere

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“Escape Room”: il thriller psicologico di Adam Robitel che non aggiunge nulla al già visto

Escape Room film adam robital recensioneEscape Room di Adam Robitel è un thriller psicologico che possiede una buona dose di suspense e azione ma che si rifà troppo agli stereotipi del genere, da Saw a Final Destination passando per gli horror/thriller a cavallo tra il XX e il XXI secolo, senza aggiungere nulla di nuovo.

Escape Room è un film senza pretese, intrattenimento puro, nient’altro che un gioco, dove il vero Game Master, che viene nominato più volte ma mai si vede nel film, appare proprio il regista Adam Robitel. Il confine fra ció che fa parte del gioco e ció che ne resta fuori risulta labile, ma più per i protagonisti che per lo spettatore che inquadra fin da subito il film nel filone dei thriller psicologici che presentano macabri giochi al massacro, con tanto di regole, statistiche ed eccezioni. Continua a leggere

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“La casa di Jack” di Lars von Trier: un serial killer alla ricerca del proprio Io in un mondo indifferente

la casa di Jack film lars von trier matt dillon recensioneCon La casa di Jack Lars von Trier realizza il suo ultimo film-parabola. Presentato al Festival di Cannes 2018The House That Jack Built (titolo originale) narra la vita del serial killer psicopatico e con disturbo ossessivo compulsivo di nome Jack (Matt Dillon), un ingegnere che però si ostina a fare l’architetto, come gli viene detto da Virgilio (Bruno Ganz).

La casa di Jack è diviso in cinque incidenti, ovvero cinque capitoli/omicidi da lui stesso scelti, tra gli innumerevoli compiuti nella sua vita, per essere raccontati, mostrati e rappresentati sullo schermo attraverso la pellicola del regista danese.

La componente metalinguistica è forte, soprattutto nel primo episodio con Uma Thurman nei panni di una donna cui si è fermata la macchina e con un crick rotto (in inglese “Jack”, come viene chiamato nel film). Continua a leggere

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“Roma” di Alfonso Cuarón: un freddo neorealismo privo di ritmo ed emozione

roma cuaron film locandinaRoma del messicano Alfonso Cuarón è senz’altro un omaggio al grande cinema italiano, a partire dal titolo che non solo rimanda alla Capitale dell’Italia, Paese dove il film è concorso vincendo il leone d’oro alla settantacinquesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ma anche all’omonimo lungometraggio di Fellini del 1972.

Opera autobiografica, Roma di Cuarón intende raccontare uno spaccato geo-storico-politico che da una parte si rifà all’esperienza personale dell’infanzia del regista, mentre dall’altra appare un omaggio al grande cinema d’autore, con particolari riferimenti a quello italiano.

A partire dal neorealismo fino ad arrivare alla poetica di Federico Fellini e Sergio Leone, Roma di Cuarón è un viaggio dalla terra al cielo, dall’intimità all’universalità. La pellicola infatti si apre ritraendo insistentemente un pavimento di marmo, paragonabile a un bagnasciuga dove arrivano e si dileguano le onde del mare, e registrando rumori di fondo e fuori campo che fanno da cornice sonora. Continua a leggere

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La classifica dei film dell’anno 2018

I film del 2018

La mia classifica dei migliori film dell’anno 2018. Ecco la personale Top 10 dei film visti tra cinema, anteprime e Festival nel corso del 2018, tra cui alcuni ancora non distribuiti nelle sale italiane ma presto in arrivo anche in Italia.

La Top 10 Movies of 2018, integrata da voti e recensioni Continua a leggere

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“Suspiria” di Luca Guadagnino: horror tra carnalità e danza contemporanea

SuspiriaNel remake di Suspiria il regista Luca Guadagnino eleva all’ennesima potenza l’inquietudine, l’oscurità e il terrore del film originale, soffermandosi ossessivamente sull’elemento della fisicità e della carnalità che prendono il posto dell’astrazione argentiana.

Il Suspiria di Luca Guadagnino riprende a grandi linee l’idea e la storia dell’originale di Dario Argento che fa da spunto per un horror contemporaneo, anche nel senso stretto di arte e performance contemporanea.

È infatti questo l’aspetto più lodevole nonché centrale della pellicola che, seppure ruoti intorno a se stessa in modo ossessivo (le musiche di Thom Yorke la accompagnano magistralmente in questo moto pulsionale), si perde tuttavia proprio in quei momenti “superflui” relativi alla storia sentimentale di Jozef e Anke (Jessica Harper). Continua a leggere

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RomaFF13: “7 sconosciuti a El Royale” di Drew Goddard: voyeurismo, citazionismo e metacinema

7 sconosciuti a El Royale Drew Goddard film 20187 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard è il film d’apertura della Festa del Cinema di Roma 2018.

Si può dire che i veri protagonisti di 7 sconosciuti a El Royale siano il voyeurismo e la riflessione metacinematografica, la pellicola di Drew Goddard appare inoltre un chiaro omaggio al cinema di Quentin Tarantino, ripercorrendo tramite un estenuante citazionismo la filmografia tarantiniana dagli esordi fino all’ultimo The Hateful Eight.

Il El Royal è un albergo situato per metà in California e per metà in Nevada, con il confine che divide esattamente l’hotel in due parti opposte.

Il film si apre in un interno, una stanza d’albergo dove si vede un personaggio tirare le tende/sipario di una grande finestra rettangolare coprendo interamente la vista dal di fuori. Ma noi spettatori siamo all’interno, insieme al regista e alla macchina da presa fissa, immobile e con inquadratura frontale. Continua a leggere

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“A Star is Born”: film d’esordio di Bradley Cooper con Lady Gaga presentato a Venezia75

a star is born bradley cooper lady gaga palcoA Star is Born segna il debutto alla regia di Bradley Cooper che ha curato anche le musiche insieme a Lady Gaga e la sceneggiatura del remake dell’omonimo film di William A. Wellman.

Presentato all’ultimo Festival di Venezia dove è stato acclamato da pubblico e critica, A Star is Born mostra al suo spettatore sin da subito la stoffa di cui è fatto: musica, spettacolo, alcol, il travaglio e la tenacia dei due protagonisti Jack (Bradley Cooper) e Ally (Lady Gaga) che si conoscono in un locale notturno.

A Star is Born racconta la relazione intensa e melodrammatica di un cantautore ribelle, una sorta di poeta maledetto, alcolizzato e tossicodipendente fidanzato con una giovane ragazza che passa improvvisamente dai club al palcoscenico degli stadi. Continua a leggere

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“Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini: il film su Stefano Cucchi disponibile al cinema e su Netflix

sulla mia pelle film stefano cucchi alessandro borghi netflix cinemaSulla mia pelle è il film sugli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi, prodotto e distribuito da e su Netflix, presentato al 75esimo Festival di Venezia 2018 come apertura della sezione Orizzonti. Il film di Alessio Cremonini fa della transizione, del passaggio da una cella all’altra, da una struttura all’altra, il suo tema centrale.

Il punto di forza de Sulla mia pelle è il meccanismo circolare che sorregge l’intero film, come se tutto ruotasse intorno a un ingranaggio bloccato destinato a tornare sempre su se stesso, una pulsione opprimente che non (pre)vede vie d’uscita. Una metafora della burocrazia ma non solo. Continua a leggere

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