“Gli spiriti dell’isola” di Martin McDonagh: una tragicommedia sospesa nel tempo

Gli spiriti dell'isola - L'inquilina del terzo piano

Gli spiriti dell’Isola è l’ultimo film di Martin McDonagh, con protagonisti la coppia di (ex) amici interpretati da Colin Farrell (vincitore della coppa volpi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Venezia) e Brendan Gleeson, che tornano a essere diretti dal regista britannico di origini irlandesi dopo In Bruges – La coscienza dell’assassino.

La pellicola si apre sui paesaggi sconfinati di un’isola immaginaria (Inisherin) quasi incontaminata al largo della costa occidentale dell’Irlanda e sulle note del brano Polegnala e Todora (Theodora is dozing) dell’artista Nonesuch Explorer Series, un madrigale che si sposa perfettamente alle immagini pastorali e allo “spirito” dell’isola, dando vita un microcosmo archetipico e fiabesco,  caratterizzato da un’atmosfera sospesa, fuori dal tempo.

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“Close” di Lukas Dhont e le conseguenze dell’omofobia

Close di Lukas Dhont è il secondo lungometraggio del regista belga, premiato al Festival di Cannes 2022 con il Gran premio speciale della giuria. Dopo il folgorante esordio con Girl, vincitore della Caméra d’or per la migliore opera prima a Cannes 2018, con Close Dhont torna a filmare il difficile periodo dell’adolescenza, dirigendo magistralmente i giovanissimi protagonisti Eden Dambrine e Gustav de Waele, rispettivamente interpreti di Léo e Rémi, due tredicenni legati da una forte amicizia.

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“The Woman King” di Gina Prince-Bythewood con Viola Davis

The Woman King - L'inquilina del terzo piano

The Woman King è l’ultimo film di Gina Prince-Bythewood, con Viola Davis (Nanisca) nelle vesti del generale delle Agojie, un esercito di 6000 abilissime e tenaci guerriere che nell’Ottocento proteggeva il Regno di Dahomey (nell’attuale Benin), uno degli stati africani più potenti tra il XVIII e il XIX secolo. Ispirata alla vera e straordinaria storia delle Agojie, la pellicola è ambientata nell’anno 1823 e segue l’epico ed emozionante viaggio di Nanisca, guerriera e donna, nell’addestramento delle giovani reclute, per preparale alla battaglia contro il vicino nemico Impero Oyo, intenzionato a conquistare il Regno.

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Stranger Things 4: da Freddy Krueger a Kate Bush

Stranger Things 4 - L'inquilina del terzo piano

Stranger Things 4: la quarta stagione della serie iconica diventa più horror

Dopo una terza stagione alquanto deludente, Stranger Things 4 riconquista il suo pubblico. Non solo la nuova stagione è connotata da tinte più horror, con scene cruente e splatter, ma la serie presenta (finalmente) anche degli elementi prettamente fantascientifici (non più solo fantasy), con una dose di suspense e mistero vicina a serie come Dark, e dove aspetti tipici della fantascienza, del thriller psicologico e del genere dei supereroi sono bilanciati perfettamente.

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Juliette Binoche, una scrittrice “Tra due mondi” nel film di Emmanuel Carrère

Tra due mondi: con uno sguardo vicino a Ken Loach, Emmanuel Carrère denuncia la precarietà di alcune donne addette alle pulizie a Ouistreham, in Normandia

Il precariato, la disoccupazione, lo sfruttamento, il lavoro sottopagato, l’inefficienza dei servizi sociali, in poche parole la crisi del mondo del lavoro è una piaga degli ultimi anni, decenni ormai, destinata ad allargare il divario tra ricchi, sempre più ricchi, e poveri, sempre più poveri. Sono proprio questi ultimi a pagare le spese di tale crisi. Tra due mondi di Emmanuel Carrère, tornato dietro la macchina da presa a 16 anni di distanza da L’amore sospetto, mette in scena questa frattura insanabile con uno sguardo attento e sensibile sulle sue attrici, perché sono le donne le protagoniste di questa pellicola, addette alle pulizie: giovani ribelli come Marilou (Léa Carne), ragazze madri come Christèle (Hélène Lambert) con tre figli a cui badare, donne adulte che fanno questo lavoro da sempre, con tutti gli acciacchi che ne derivano, e poi c’è Marianne (Juliette Binoche), scrittrice in incognito, alla ricerca dei luoghi di lavoro più angusti e deplorevoli per racimolare materiale di vita da raccontare nel suo libro di denuncia. Tra i fatti e le testimonianze delle sue colleghe Marianne appunta anche aneddoti tragicomici, come il licenziamento in tronco di una ragazza ripresa dalle videocamere di sorveglianza a lavorare in slip e reggiseno a causa del caldo.

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“Il male non esiste” di Mohammad Rasoulof: un’opera attuale sulla possibilità di disobbedire

Il male non esiste - L'inquilina del terzo piano

Orso d’oro al Festival di Berlino 2020, Il male non esiste arriva finalmente nelle sale italiane, distribuito da Satine Film. L’ultima pellicola di Mohammad Rasoulof si apre sulla quotidianità del quarantenne Heshmat (Ehsan Mirhosseini) alla guida della sua auto. Un piano sequenza lo segue in un movimento circolare verso l’uscita dal parcheggio, in superficie. Durante il tragitto per andare a prendere la moglie a lavoro e la figlia a scuola, l’uomo si ferma a un semaforo; qui la macchina da presa insiste sulle luci rosse a intermittenza, finché non appare il verde e l’auto può ripartire. Un’inquadratura che denota un’elevata sensibilità autoriale, e che sarà rievocata a fine episodio da un diverso tipo di semaforo.

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Con “La fiera delle illusioni – Nightmare Alley” Guillermo Del Toro omaggia il noir

La fiera delle illusioni - Nightmare Alley - L'inquilina del terzo piano

Bradley Cooper protagonista dell’ultimo film di Del Toro

La fiera delle illusioni – Nightmare Alley di Guillermo Del Toro è tratto dall’omonimo romanzo di William Lindsay Gresham, di cui nel 1947 Edmund Goulding ne diresse il primo adattamento cinematografico. Il film si apre con un breve prologo senza dialoghi, visivamente suggestivo, che presenta Stanton “Stan” Carlisle (Bradley Cooper) mentre dà alle fiamme il corpo di un uomo in un’abitazione spoglia. Stan, che sta vagando, trova un’occasione seducente quando finisce in un luna park itinerante, dove incontra Zeena (Toni Collette), chiaroveggente, e suo marito Pete (David Strathairn), ex mentalista, i quali gli insegneranno qualche trucco del mestiere, mettendolo in guardia sullo spiritismo. Ma il personaggio che più attrae Stan è lo spietato e amorale Clem Hoatley (Willem Defoe); il suo numero è sempre lo stesso, di fronte a una folla incuriosita Clem ripete come un mantra «È un uomo o una bestia?»; quello che vediamo è chiaramente un uomo, trasformato in fenomeno da baraccone, privato di cibo, cure e vestiti, ridotto così alla sua pura animalità.

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“Ghostbusters: Legacy”, un’estetica ibrida costruita su nostalgici rimandi

Jason Reitman alla regia dell’ultimo capitolo della saga Ghostbusters

Ghostbusters: Legacy (titolo italiano di Ghostbusters: Afterlife) di Jason Reitman esce a oltre trent’anni di distanza da Ghostbusters 2 (1989), mentre il primo capitolo della saga cult Ghostbusters – Acchiappafantasmi è datato 1984, entrambi diretti dal padre Ivan Reitman, qui in veste di produttore. Proprio i legami di sangue sono al centro della storia di Ghostbusters: Legacy; il film si apre con un prologo pieno d’azione, che mostra l’anziano Egon Spengler (Harold Ramis) alle prese con un fantasma, dal quale verrà ucciso a causa di un imprevisto.

Dalla macabra fattoria di campagna la location si sposta in città, dove Callie Spengler (Carrie Coon), madre single, abita con i suoi due figli, Phoebe (Mckenna Grace, la Judy Warren di Annabelle 3) e Trevor (Finn Wolfhard, il Mike di Stranger Things). Completamente al verde, la famiglia sta per essere sfrattata, quando Callie riceve la notizia della scomparsa del padre, con cui non aveva contatti da anni. Arrivata nella cittadina rurale di Summerville, in Oklahoma, la donna scopre che l’eredità si esaurisce in una vecchia casa degli orrori “dal valore sentimentale”, e tanti debiti. Callie vorrebbe solo prendere l’argenteria e andarsene, ma com’è immaginabile mamma e figli finiranno per restare nella casa fatiscente di Zappaterra; questo il soprannome dato a Egon dai suoi concittadini, i quali lo consideravano un vecchio pazzo solitario, che non faceva altro che zappare il suo “terreno infertile”.

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Con “Due donne – Passing” Rebecca Hall omaggia Bergman e Hitchcock

Due donnePassing segna l’esordio alla regia dell’attrice inglese Rebecca Hall. In bianco e nero e in 4:3, con la grana della pellicola che si rifà ai film d’epoca, Passing (tratto dall’omonimo romanzo di Nella Larsen) si apre con un’immagine fuori fuoco: l’inquadratura è stretta e fissa su un marciapiede che ne registra il viavai, filmando i dettagli di piedi e caviglie che lo attraversano. Gradualmente a fuoco, la macchina da presa si muove, cominciando a pedinare due paia di gambe femminili. La sequenza appena descritta è straniante e, a partire dai passi e dal brusio di sottofondo, ci pone di fronte a un tipo di cinema sperimentale, dove l’ambiente sonoro si fa portavoce del silente mondo interiore delle due protagoniste.

Ci troviamo nella New York degli anni ’20, in pieno Rinascimento di Harlem. Qui Irene (Tessa Thompson) e Clare (Ruth Negga), due afroamericane amiche d’infanzia si incontrano per caso, dopo essersi perse di vista per 12 anni. Tale incontro è reso con un linguaggio esplicito: la camera segue in soggettiva lo sguardo nervoso di Irene, componendo rapide panoramiche a destra e a sinistra, fino a bloccarsi improvvisamente sulla bionda Clare, che la sta fissando.

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“Gli occhi di Tammy Faye”: Jessica Chastain nei panni della telepredicatrice evangelista

RomaFF16: Gli occhi di Tammy Faye apre la Festa del cinema di Roma

Ispirato a una storia vera, Gli occhi di Tammy Faye di Michael Showalter tenta di restituire il punto di vista della telepredicatrice evangelista Tammy Faye (Jessica Chastain), un’esaltata icona religiosa. Ambientato negli anni ‘70 e ’80, il biopic narra l’ascesa e la caduta dei coniugi Tammy Faye e Jim Bakker (Andrew Garfield), dalle umili origini fino al successo con l’ideazione della PTL (Praise The Lord), il più noto network televisivo religioso al mondo. Tammy e Jim sono inoltre creatori di un parco a tema cristiano, una vera e propria Gerusalemme americana, una sorta di ricostruzione fedele, ed esosa, per chi non può permettersi di visitare la vera Città Santa.

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