“C’era una volta… a Hollywood” di Quentin Tarantino: la Manson Family incontra gli spaghetti western

C'era una volta a Hollywood recensione film TarantinoC’era una volta… a Hollywood è il titolo dell’ultimo film di Quentin Tarantino che, tra citazionismo, metalinguismo, dialoghi nonsense, qualche venatura pulp, un po’ di splatter e uno sconfinato cast “alla Tarantino” in parte consolidato (tornano Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, mentre “esordisce” Margot Robbie nei panni di Sharon Tate) non delude le aspettative dei suoi spettatori.

C’era una volta… a Hollywood rielabora fantasiosamente il caso della Manson Family, attraverso uno humor nero di stampo tipicamente tarantiniano. La pellicola si apre nella Los Angeles del 1969 con la presentazione dei personaggi: dall’attore Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), il suo stuntman, nonché amico, Cliff Booth (Brad Pitt) che lo segue da una vita, passando poi alla descrizione di Roman Polanski, che viene definito al tempo stesso regista straordinario ma anche uomo bassino e con la faccia da dodicenne,  appena trasferitosi ad Hollywood insieme con la moglie attrice Sharon Tate (Margot Robbie). Continua a leggere

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“E poi c’è Katherine” di Nisha Ganatra: Emma Thompson tra Ellen DeGeneres e Miranda Priestly

E poi c'è Katherine recensione filmCon E poi c’è Katherine la regista Nisha Ganatra porta al cinema la stand up comedy televisiva e il one woman show. Katherine Newbury (Emma Thompson) è una sarcastica, elegante e dispotica conduttrice televisiva che vanta una carriera trentennale alle spalle, anche se dall’ultimo decennio il suo ormai stagnante e non più innovativo talk show notturno sta subendo un progressivo calo di ascolti, motivo per cui  una sera viene informata che questa sarà la sua ultima stagione, dopodiché sarà rimpiazzata. Continua a leggere

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È uscito “L’inquilina del terzo piano”: libro di consigli cinematografici, recensioni e analisi di film

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L’inquilina del terzo piano è sia un manuale di critica che un testo a favore della diffusione della cultura cinematografica. Il libro presenta numerose recensioni rigorosamente no spoiler di film prodotti negli ultimi anni. Da una parte l’idea è quella di diffondere l’arte cinematografica italiana e internazionale contemporanea; dall’altra far forza, inevitabilmente, sul mezzo di diffusione, l’utilizzo del linguaggio critico-giornalistico. Ed è in questo senso che tale raccolta può essere considerata e utilizzata come un manuale di critica cinematografica.

L’inquilina del terzo piano nasce dalla volontà di mettere insieme il lavoro degli ultimi anni, precisamente da quando è nato, nel 2015, questo blog di cinema che porta lo stesso nome. Continua a leggere

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“Due amici”, il mènage à trois di Louis Garrel è un omaggio non riuscito alla nouvelle vague

Due amici film posterDue amici segna l’esordio alla regia dell’attore Louis Garrel ed evidenzia fin da subito le influenze della nouvelle vague. Fin dal titolo, infatti, Due amici ricorda Jules e Jim di Francois Truffaut, dove appunto i due amici instaurano un rapporto particolare, il cosiddetto mènage à trois (triangolo amoroso) con Kathe.

Il film di Truffaut, tratto dall’omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché, è uno degli esempi più famosi di mènage à trois nel cinema e al quale Louis Garrel si rifà con il suo primo lungometraggio Due amici che però, già a partire dal titolo, appare un film privo di identità.

Due amici risulta debole su più fronti: è un film con una storia piatta, senza un contesto socio-culturale e politico ben definito e scevro di quello spirito di ribellione caratteristico della nouvelle vague e del cinema a venire che essa ha influenzato. Continua a leggere

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“Annabelle 3”: il terzo film horror della saga sulla bambola maledetta

Annabelle 3 film poster

Annabelle 3 – Annabelle Comes Home è il terzo capitolo della saga horror ispirata alle vicende dei demonologi Edward e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga), e nello specifico incentrata sulla bambola maledetta chiamata Annabelle, appartenente all’universo di The Conjuring.

La bambola Annabelle, infatti, ha fatto la sua prima apparizione ne L’evocazione, primo capitolo di The Conjuring, serie di film horror cominciata nel 2013.

Il prologo di Annabelle 3 si apre come una sorta di “accensione dei riflettori”, con sonoro annesso, sul volto della bambola indemoniata. Dal nero viene proietta sullo schermo l’immagine del volto di Annabelle diviso a metà dall’inquadratura, con focus sull’occhio vitreo e le ferite che le segnano la guancia. Subito dopo il regista Gary Dauberman ci mostra i due esperti di paranormale mentre discutono sul destino della bambola insieme alla malcapitata famiglia entrata in contatto con essa. Continua a leggere

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“Border – creature di confine” di Ali Abbasi: l’odore di un’umanità mostruosa

Border creature di confineBorder – creature di confine è l’ultimo film dell’iraniano Ali Abbasi, vincitore al Festival di Cannes 2018 nella sezione Un Certain Regard, che narra una storia di diversità ed emarginazione.

Tina (Eva Melander) è una donna robusta che lavora come guardia alla dogana ed è in grado di fiutare l’odore delle emozioni come il senso di colpa, la rabbia, la vergogna e via dicendo. Così il suo compito è quello di riconoscere e perquisire le persone con cattive intenzioni, attraverso la percezione delle loro emozioni, indizi che si rivelano sempre (o quasi) infallibili. Similmente a un cane antidroga, Tina lavora più con l’olfatto che con la vista, fermando di volta in volta gli individui sospettati di voler portare oltre il confine qualcosa di illegale, come un litro di alcol o un microchip nascosto in uno smartphone. Continua a leggere

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David di Donatello 2019: trionfa “Dogman”, le recensioni dei vincitori

david di donatello 2019 vincitori premi recensioni

David di Donatello 2019: le recensioni dei film vincitori e tutti i premi della 64ª edizione dell’accademia del cinema italiano – premi David di Donatello.

Trionfa Dogman di Matteo Garrone che si aggiudica ben 9 David tra cui miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura originale; 3 premi per l’esordio di Alessio Cremonini con Sulla mia pelle, il film su Stefano Cucchi distribuito da Netflix e interpretato da Alessandro Borghi; migliore sceneggiatura non originale e miglior canzone vanno a Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino.

Ecco le recensioni dei film vincitori e tutti i premi David di Donatello assegnati.

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“Detective per caso”: una divertente parodia del genere poliziesco, un film sociale e di formazione

Detective per caso film recensionePresentato alla Festa del Cinema di Roma 2018, Detective per caso, film diretto da Giorgio Romano, si apre alle prime luci dell’alba, sulla veduta dall’alto di una Roma ancora dormiente, per poi scaraventare lo spettatore a terra, per strada, nel bel mezzo di un inseguimento d’auto.

Una volante della polizia con dentro due agenti sta inseguendo una vettura con due criminali in fuga. Dalla prima sequenza rocambolesca si evince che il film è una parodia del genere poliziesco, i due agenti infatti sono a dir poco spaventati, dei veri e propri fifoni in preda al panico, in una recitazione forse fin troppo iperbolica. D’altra parte la regia si mostra dinamica e avvincente. Continua a leggere

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“Cocaine – La vera storia di White Boy Rick” di Yann Demange: il sogno infranto da una Detroit anni ’80

Cocaine la vera storia di White Boy Rick film matthew mccounagheyCon Cocaine – La vera storia di White Boy Rick Yann Demange porta sul grande schermo la vita travagliata di Richard Wershe Jr. (Richie Merritt), un quindicenne che vive in un quartiere malfamato di Detroit insieme al padre Richard Wershe Sr. (Mattew McConaughey) e alla sorella Dawn (Bel Powley).

Siamo nel 1984 e il film ci mostra un padre e un figlio trattare con un venditore di armi a una fiera, raggirarlo, fare un affare e rivendere illegalmente fucili, pistole, silenziatori e altro ad acquirenti tanto sfarzosi e spendaccioni quanto violenti e spregiudicati. Continua a leggere

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“Escape Room”: il thriller psicologico di Adam Robitel che non aggiunge nulla al già visto

Escape Room film adam robital recensioneEscape Room di Adam Robitel è un thriller psicologico che possiede una buona dose di suspense e azione ma che si rifà troppo agli stereotipi del genere, da Saw a Final Destination passando per gli horror/thriller a cavallo tra il XX e il XXI secolo, senza aggiungere nulla di nuovo.

Escape Room è un film senza pretese, intrattenimento puro, nient’altro che un gioco, dove il vero Game Master, che viene nominato più volte ma mai si vede nel film, appare proprio il regista Adam Robitel. Il confine fra ció che fa parte del gioco e ció che ne resta fuori risulta labile, ma più per i protagonisti che per lo spettatore che inquadra fin da subito il film nel filone dei thriller psicologici che presentano macabri giochi al massacro, con tanto di regole, statistiche ed eccezioni. Continua a leggere

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