“A Quiet Place II” di John Krasinski supera il primo per ritmo, suspense e costruzione narrativa

A Quiet Place 2 - L'inquilina del terzo piano

Mentre A Quiet Place cominciava nei primi mesi del 2020, ad apocalisse inoltrata, A Quiet Place II, diretto dallo stesso John Krasinski (anche interprete), si apre con un prologo-prequel sul Giorno 1: la data della colonizzazione del mondo da parte dei predatori alieni dal super-udito. È nel bel mezzo di una partita di baseball, evento americano per eccellenza, che ha avuto inizio la nuova era dominata dal terrore e dal silenzio. Veniamo poi bruscamente scaraventati dopo i tragici eventi del primo film, che si chiudeva con un finale aperto e spavaldo, in cui Evelyn (Emily Blunt) carica il fucile, pronta a sterminare l’esercito di creature mostruose che giungerà attirato dal suono.

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“Nomadland” di Chloé Zhao: un inno alla natura e alle piccole cose

Nomadland - L'inquilina del terzo piano

Nomadland: il viaggio di Fem (Frances McDormand)

“In seguito al calo della domanda di cartongesso la US Gypsum chiuse la sua fabbrica di Empire, Nevada, dopo 88 anni. Nel mese di luglio veniva dismesso il codice postale 89405 di Empire”, costringendo tutti i suoi abitanti a emigrare altrove.

Comincia così, in Nomadland, il viaggio di Fem (Frances McDormand), a bordo del suo camper, attraverso lande deserte e scenari tanto suggestivi quanto inabitabili. Immersa in una natura quasi incontaminata, dove l’unico stile di vita possibile è quello di “arrangiarsi” tra lavori precari e stagionali, nel suo cammino alla continua ricerca di accampamenti provvisori, Fem incontra persone come lei, con cui stringe relazioni sincere, forti, solidali. Analogamente a Tre manifesti a Ebbing, Missouri, troviamo una protagonista (in entrambi i casi interpretata da McDormand) afflitta da una perdita, una combattente che vaga in continua ricerca di pace interiore, tra climi rigidi e paesaggi rurali. In Nomadland non c’è la sete di giustizia di una madre, ma la sofferenza di una donna, prima rimasta vedova e poi costretta all’esodo.

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“Soul” di Pete Docter (Disney Pixar): il jazzare come arte di vivere il momento

Soul è l’ultimo film di animazione di Pete Docter per Disney Pixar. Protagonista è certamente la musica, nello specifico il jazz, difatti la pellicola si apre durante le prove di una classe media, con studenti distratti, svogliati e poco appassionati, tranne Connie che, rapita dalla musica, si perde in un assolo. Il maestro Joe Gardner (Jamie Foxx), demoralizzato dal resto della classe, si illumina in volto nel vedere la passione della sua studentessa. Così comincia a spiegare com’è nato il suo amore per la musica e il pianoforte, da quando, da bambino, il padre lo portò in un jazz club. Lì c’era un pianista che a un certo punto «era come se fluttuasse nel nulla, si era perso nella musica». Quando la preside comunica al professore che è passato dal part-time al tempo pieno, quindi «posto fisso, assicurazione medica, pensione», Joe sembra tutt’altro che felice, piuttosto terrorizzato dalla notizia, che lo pone bruscamente davanti ai suoi sogni (infranti) di diventare un famoso pianista jazz.

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È morto Kim Ki-duk: regista del silenzio e del lirismo dell’immagine

Kim Ki-Duk - L'inquilina del terzo piano

Il regista sudcoreano Kim Ki-duk è morto oggi, venerdì 11 dicembre 2020, a Riga, in Lettonia, per complicanze da coronavirus. Il 20 dicembre avrebbe compiuto 60 anni. Autore di film premiati come Ferro 3 (2004), Arirang (2011) e Pietà (2012), quest’ultimo vincitore del leone d’oro al Festival di Venezia, dove nel corso della carriera il cineasta ha presentato numerosi lungometraggi.

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“Tenet” di Christopher Nolan: un enigma dove regnano azione e sensazionalismo ma poca empatia

Tenet - L'inquilina del terzo pianoTenet, il titolo dell’ultimo film di Christopher Nolan è ispirato al Quadrato del Sator che contiene cinque parole a formare la frase palindroma “SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS”, ovvero leggibile in ogni verso, da sinistra a destra, dall’alto al basso, e viceversa.

Come è facile notare Tenet è la parola che, posta al centro della frase, disegna una croce palindroma nel quadrato magico. Un oggetto antico, enigmatico, religioso(?), singolare ma non unico. Sono stati rinvenuti infatti diversi quadrati magici in giro per il mondo, con alcune piccole differenze riguardo il materiale; il più antico è stato ritrovato a Pompei e si tratta di un graffito su una parete della Grande Palestra. Tutto questo è il presupposto di cui si serve Christopher Nolan per il suo ultimo mind-game film travestito da spy story. Ancora una volta si tratta di una lotta contro il tempo, che il regista esaspera ben oltre i precedenti Inception e Interstellar Continua a leggere

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È morta Franca Valeri, la signora dello spettacolo aveva compiuto 100 anni il 31 luglio

Franca Valeri - L'inquilina del terzo pianoFranca Valeri si è spenta nel sonno, intorno alle 7:40 di oggi (9 agosto 2020) nella sua casa di Roma. Franca Maria Norsa (Franca Valeri è infatti il nome d’arte ispirato al poeta Paul Valery) nasceva il 31 luglio 1920 a Milano. Attrice di teatro e cinema, ha lavorato anche in radio e tv, per questo designata come “la signora dello spettacolo“. Debutta nel 1948 nel teatro con la Compagnia dei Gobbi, e due anni più tardi nel cinema con il primo film di Federico Fellini, co-diretto con Antonio Lattuada, Luci del varietà (1950).

La sua figura satirica, raffinata, allo stesso tempo colta e popolare è associata alla Signorina Snob e alla Sora Cecioni. Continua a leggere

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“Piccola posta”, l’esilarante commedia degli equivoci di Steno con Franca Valeri e Alberto Sordi

Piccola posta - L'inquilina del terzo pianoPiccola posta (commedia degli equivoci del 1955) di Steno vede per protagonista Eva Bolasky, in arte Lady Eva (Franca Valeri), che lavora per la rivista Adamo ed Eva riscuotendo successo tra le donne di diverse classi sociali: il target delle sue lettrici infatti va dalle umili lavoratrici alle anziane aristocratiche. La voce narrante della “contessa” Eva (la cui vera identità è quella di Filumena Cangiullo, una donna comune) racconta il folgorante incontro al mercato con il veterinario Marco (Sergio Raimondi), descrivendo la rissa in cui egli si imbatte per difenderla come un coraggioso duello per la conquista della principessa. Continua a leggere

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“High Life”: Robert Pattinson nella prigione dark di Claire Denis, lo spazio profondo come metafora di un’umanità alla deriva

High Life - L'inquilina del terzo pianoHigh Life è l’ultimo film della regista Claire Denis con Robert Pattinson, Juliette Binoche e Mia Goth. La pellicola sci-fi presentata al Toronto International Film Festival 2018 è ora in arrivo nelle sale italiane (6 agosto 2020).

High Life si apre nello spazio profondo, dal nero compare la vegetazione di un giardino filmato in alcuni dettagli. I fluidi movimenti di macchina e le dissonanze della musica di Stuart A. Staples rimandano immediatamente a uno storico incipit, quello de L’anno scorso a Marienbad di Alain Resnais, generando un’atmosfera altrettanto straniante di quella costruita dall’organo e dai lunghi corridoi dell’albergo labirintico. Continua a leggere

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Ennio Morricone: la musica per il cinema e il sodalizio con Sergio Leone

Ennio Morricone - L'inquilina del terzo piano

Il 6 luglio 2020, all’età di 91 anni, è scomparso Ennio Morricone. Nato a Roma il 10 novembre 1928, Morricone si diploma in tromba presso il Conservatorio di Santa Cecilia, specializzandosi poi in composizione e strumentazione per banda.

Durante la sua carriera si è cimentato in ogni ambito della composizione musicale, scrivendo per la radio, il teatro, la televisione e il cinema. Autore di oltre 500 colonne sonore, il suo longevo percorso nella settima arte ha inizio nel 1961 con Il federale di Luciano Salce, ma il salto arriva qualche anno dopo. Continua a leggere

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La musica come espressione del conflitto interiore in “Morte a Venezia” di Visconti: confronto con “Le Baccanti” di Euripide

Morte a Venezia - L'inquilina del terzo pianoNel racconto Morte a Venezia di Thomas Mann il protagonista è uno scrittore, nel film di Luchino Visconti un compositore, entrambi i mestieri ne indicano perciò la natura solitaria e introspettiva. Mentre nel racconto la spinta del protagonista a viaggiare arriva dall’apparizione di uno straniero in un cimitero, il film parte in medias res, sulle note dell’Adagietto, IV movimento della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, che inaugura la pellicola ancora prima delle immagini. L’Adagietto, come il fantasma nel cimitero, è un presagio di morte che accompagna Aschenbach (Dirk Bogarde) fin dai primi istanti, nel suo approdo in vaporetto a Venezia. Il protagonista viene presentato con aria pensierosa e contemplativa, come la natura della musica e del mare, simboli del suo animo calmo in superficie ma tormentato e burrascoso nel profondo. Continua a leggere

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