“Tenet” di Christopher Nolan: un enigma dove regnano azione e sensazionalismo ma poca empatia

Tenet - L'inquilina del terzo pianoTenet, il titolo dell’ultimo film di Christopher Nolan è ispirato al Quadrato del Sator che contiene cinque parole a formare la frase palindroma “SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS”, ovvero leggibile in ogni verso, da sinistra a destra, dall’alto al basso, e viceversa.

Come è facile notare Tenet è la parola che, posta al centro della frase, disegna una croce palindroma nel quadrato magico. Un oggetto antico, enigmatico, religioso(?), singolare ma non unico. Sono stati rinvenuti infatti diversi quadrati magici in giro per il mondo, con alcune piccole differenze riguardo il materiale; il più antico è stato ritrovato a Pompei e si tratta di un graffito su una parete della Grande Palestra. Tutto questo è il presupposto di cui si serve Christopher Nolan per il suo ultimo mind-game film travestito da spy story. Ancora una volta si tratta di una lotta contro il tempo, che il regista esaspera ben oltre i precedenti Inception e Interstellar Continua a leggere

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È morta Franca Valeri, la signora dello spettacolo aveva compiuto 100 anni il 31 luglio

Franca Valeri - L'inquilina del terzo pianoFranca Valeri si è spenta nel sonno, intorno alle 7:40 di oggi (9 agosto 2020) nella sua casa di Roma. Franca Maria Norsa (Franca Valeri è infatti il nome d’arte ispirato al poeta Paul Valery) nasceva il 31 luglio 1920 a Milano. Attrice di teatro e cinema, ha lavorato anche in radio e tv, per questo designata come “la signora dello spettacolo“. Debutta nel 1948 nel teatro con la Compagnia dei Gobbi, e due anni più tardi nel cinema con il primo film di Federico Fellini, co-diretto con Antonio Lattuada, Luci del varietà (1950).

La sua figura satirica, raffinata, allo stesso tempo colta e popolare è associata alla Signorina Snob e alla Sora Cecioni. Continua a leggere

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“Piccola posta”, l’esilarante commedia degli equivoci di Steno con Franca Valeri e Alberto Sordi

Piccola posta - L'inquilina del terzo pianoPiccola posta (commedia degli equivoci del 1955) di Steno vede per protagonista Eva Bolasky, in arte Lady Eva (Franca Valeri), che lavora per la rivista Adamo ed Eva riscuotendo successo tra le donne di diverse classi sociali: il target delle sue lettrici infatti va dalle umili lavoratrici alle anziane aristocratiche. La voce narrante della “contessa” Eva (la cui vera identità è quella di Filumena Cangiullo, una donna comune) racconta il folgorante incontro al mercato con il veterinario Marco (Sergio Raimondi), descrivendo la rissa in cui egli si imbatte per difenderla come un coraggioso duello per la conquista della principessa. Continua a leggere

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“High Life”: Robert Pattinson nella prigione dark di Claire Denis, lo spazio profondo come metafora di un’umanità alla deriva

High Life - L'inquilina del terzo pianoHigh Life è l’ultimo film della regista Claire Denis con Robert Pattinson, Juliette Binoche e Mia Goth. La pellicola sci-fi presentata al Toronto International Film Festival 2018 è ora in arrivo nelle sale italiane (6 agosto 2020).

High Life si apre nello spazio profondo, dal nero compare la vegetazione di un giardino filmato in alcuni dettagli. I fluidi movimenti di macchina e le dissonanze della musica di Stuart A. Staples rimandano immediatamente a uno storico incipit, quello de L’anno scorso a Marienbad di Alain Resnais, generando un’atmosfera altrettanto straniante di quella costruita dall’organo e dai lunghi corridoi dell’albergo labirintico. Continua a leggere

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Ennio Morricone: la musica per il cinema e il sodalizio con Sergio Leone

Ennio Morricone - L'inquilina del terzo piano

Il 6 luglio 2020, all’età di 91 anni, è scomparso Ennio Morricone. Nato a Roma il 10 novembre 1928, Morricone si diploma in tromba presso il Conservatorio di Santa Cecilia, specializzandosi poi in composizione e strumentazione per banda.

Durante la sua carriera si è cimentato in ogni ambito della composizione musicale, scrivendo per la radio, il teatro, la televisione e il cinema. Autore di oltre 500 colonne sonore, il suo longevo percorso nella settima arte ha inizio nel 1961 con Il federale di Luciano Salce, ma il salto arriva qualche anno dopo. Continua a leggere

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La musica come espressione del conflitto interiore in “Morte a Venezia” di Visconti: confronto con “Le Baccanti” di Euripide

Morte a Venezia - L'inquilina del terzo pianoNel racconto Morte a Venezia di Thomas Mann il protagonista è uno scrittore, nel film di Luchino Visconti un compositore, entrambi i mestieri ne indicano perciò la natura solitaria e introspettiva. Mentre nel racconto la spinta del protagonista a viaggiare arriva dall’apparizione di uno straniero in un cimitero, il film parte in medias res, sulle note dell’Adagietto, IV movimento della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, che inaugura la pellicola ancora prima delle immagini. L’Adagietto, come il fantasma nel cimitero, è un presagio di morte che accompagna Aschenbach (Dirk Bogarde) fin dai primi istanti, nel suo approdo in vaporetto a Venezia. Il protagonista viene presentato con aria pensierosa e contemplativa, come la natura della musica e del mare, simboli del suo animo calmo in superficie ma tormentato e burrascoso nel profondo. Continua a leggere

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“L’immensità della notte” e la nuova fantascienza ‘retrò’ tra horror e noir, disponibile su Amazon Prime Video

L'immensità della notte - L'inquilina del terzo pianoL’immensità della notte, esordio alla regia di Andrew Patterson, si apre su uno fondo nero con dei flash che rimanda tanto alle onde di trasmissione radio quanto allo schermo delle prime tv a tubo catodico quando si manifestano problemi di segnale. In sottofondo una musica caratterizzata da un arpeggio orientaleggiante di chitarra.

Si materializza un salotto, con in fondo una tv il cui schermo è bianco, vuoto, il famoso blank screen su cui la mente, nel passaggio dalla veglia al sonno, proietta le immagini oniriche. Ma è anche l’immagine primordiale del cinema, quando il proiettore deve ancora essere attivato per dar vita al film. Un lento zoom in avanti ci fa varcare la soglia della stanza, il montaggio ci fa compiere un salto fino all’apparecchio televisivo che ora riempie l’inquadratura, la voice over ci accompagna pronunciando queste parole: «state entrando in un mondo tra il clandestino e il dimenticato, un’onda tra canali, il museo segreto dell’umanità, la biblioteca privata delle ombre, tutti su un palcoscenico forgiato dal mistero e trovati solo su una frequenza intrappolati tra logica e mito. State per entrare nel Teatro del Paradosso». Continua a leggere

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La figura femminile nei film di Antonio Pietrangeli: Nata di marzo, La visita, Io la conoscevo bene

Antonio Pietrangeli - L'inquilina del terzo pianoDall’happy ending al suicidio le protagoniste dei film di Antonio PietrangeliNata di marzo (1958), La visita (1963) e Io la conoscevo bene (1965), esprimono sulla loro pelle, seppure in contesti e meccanismi diversi, il conflitto interiore generato dalla necessità di integrarsi nella società dell’epoca e al tempo stesso dal desiderio di evadere dal ruolo che questa prevede per la donna, per manifestare liberamente la loro identità.

Di seguito una breve analisi di queste tre figure femminili (interpretate da Jacqueline Sassard, Sandra Milo e Stefania Sandrelli) del cinema di Antonio Pietrangeli.

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“Il bidone” di Federico Fellini: un capitolo a sé nella trilogia della grazia e della salvezza

Il bidone - L'inquilina del terzo pianoIl bidone di Federico Fellini comincia sotto la luce del sole, con un’immagine quasi impressionista che ritrae un uomo, il Barone (Giacomo Gabrielli), intento ad accogliere l’auto con a bordo i truffatori Roberto (Franco Fabrizi), Carlo detto Picasso (Richard Basehart) e Augusto (Broderick Crawford) in abiti ecclesiastici. Il Barone indica ai tre sulla mappa il punto in cui si trova il finto tesoro sepolto protagonista della prima truffa, così la banda vi si reca venendo accolta dalle due proprietarie del podere. Le vittime predilette sono famiglie povere, ciò consente ai tre uomini di poter far forza sulla disperazione di coloro che vivono al margine della società, alimentando false speranze di un futuro migliore. Continua a leggere

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“I vitelloni” di Federico Fellini: il vento come simbolo di speranze svanite

I vitelloni felliniI vitelloni di Federico Fellini segue le vicende del mammone Alberto (Alberto Sordi), che vive con la madre e la sorella, il mascalzone Fausto (Franco Fabrizi), l’aspirante commediografo Leopoldo (Leopoldo Trieste), il giocatore Riccardo (Riccardo Fellini) e il più maturo Moraldo (Franco Interlenghi). Il film, girato tra Roma, Ostia e Viterbo e ambientato nella periferia romana, ritrae la quotidianità di questi personaggi che vivono in una sorta di stasi interiore, fatta più di sogni e ambizioni che di realtà, nella continua attesa e speranza di un cambiamento. Continua a leggere

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