“Perfetti sconosciuti”: la privacy nell’era dello smartphone

Perfetti sconosciutiPerfetti sconosciuti non è solo il titolo del film e la relazione che riguarda il gruppo di amici a tavola rispetto alla loro vita segreta, ma la definizione si estende ad ogni spettatore e a tutti noi che viviamo nell’era del 2.0, dove il numero delle interazioni virtuali con altre persone è potenzialmente infinita. O forse è meglio dire che la possibilità di interagire e comunicare con altri “perfetti sconosciuti”, come fa ad esempio Carlotta (Anna Foglietta), è così elevata quanto il numero delle persone che sulla faccia della Terra possiedono uno smartphone, un pc, un Mac, un tablet o qualsiasi altro strumento di comunicazione in grado di supportare applicazioni, chat e social network come facebook e whatsapp, per citare i più conosciuti e i più presenti nel film di Paolo Genovese. Eccoci tutti circondati allora da perfetti sconosciuti, a partire dalla persona che sta al nostro fianco per arrivare al contatto che ci scrive dall’altra parte dello schermo.

Eva (Kasia Smutniak) e Rocco (Marco Giallini) organizzano una cena a casa loro con delle coppie di amici. È Eva a proporre un gioco, quello di leggere ogni messaggio e rispondere a tutte le chiamate che arrivano sui propri smarthphone per la durata della cena. Non a caso in cielo si sta verificando un’eclissi lunare, metafora insieme di nascondimento prima e rivelamento poi. Anche il comportamento infantile delle coppie di amici nei confronti dell’eclissi tanto attesa e da non perdere mostra l’atteggiamento curioso insito nella natura umana di voler sapere ogni cosa soprattutto della persona con cui si è sposati o fidanzati, al tempo stesso però non volendo mostrare tutto di sé stessi e della propria vita “segreta”.

Come si può da subito immaginare il piatto forte della cena consisterà proprio in scambi di smarthphone, incomprensioni, tradimenti e cose non dette che mostrano le reazioni di amici e partner ai più diversi comportamenti, facendo riflettere lo spettatore sul fatto che avere dei segreti il più delle volte è utile per sé stessi, ma in alcuni casi è un modo di proteggersi o di protegge l’altro dalla sofferenza, come nel caso di Rocco o di Peppe (Giuseppe Battiston).

Perfetti sconosciuti è una commedia amara ed attuale che mostra che non dirsi nulla è sbagliato ma lo è anche dirsi tutto e fidarsi ciecamente, e soprattutto non bisogna dimenticarsi di comunicare nel modo più umano, ma l’uomo spesso sceglie la strada più semplice.

Voto: 8

Al cinema!

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